Amaro di nome e di fatto

Alcolico a base di frutta o di erbe, l’amaro è una bevanda aromatica, che generalmente viene consumata dopo i pasti grazie alle sue proprietà digestive. Il sapore amarognolo delle piante utilizzate conferisce al liquore un gusto originale e raffinato, pronto a soddisfare anche i palati più difficili.

Le origini dell’amaro affondano le proprie radici nell’antichità, basti pensare allelisir di buona salute suggerito da Ippocrate, padre della medicina classica, che tanto osannava le proprietà terapeutiche della bevanda da consumare dopo i pasti per favorire la digestione dopo i lunghi pranzi luculliani, o addirittura come rimedio curativo a diversi malanni.

Furono proprio le caratteristiche medicamentose delle piante officinale a dar vita alla produzione degli elisir prima come infusi dal potere terapeutico, per contrastare l’inappetenza nei bambini o per curare raffreddori di stagione, in seguito come bevande post prandiali e non solo, capaci di favorire il processo digestivo o semplicemente per concedersi un momento di estremo piacere.

Il sapore amaro delle erbe utilizzate, attiva i recettori presenti sulle papille gustative che, a loro volta, aumentano la secrezione dei succhi gastrici stimolando così la trasformazione dei cibi. La ricetta dell’amaro viene tramandata di generazione in generazione e il sapore del prodotto finale varia a seconda delle piante utilizzate e del tempo di macerazione.

Le piante scelte e selezionate vengono pestate e poste in infusione dentro una soluzione alcolica per un determinato numero di ore, trascorse le quali il liquido viene filtrato, corretto con acqua e zucchero e conservato. Ogni città ha il proprio amaro caratteristico spesso legato all’ingrediente locale che rende, la bevanda in questione, unica nel suo genere.

Come te lo servo

Regalarsi un breve istante di piacere durante la giornata, concedersi un meritato momento di benessere da soli o in compagnia, è di fondamentale importanza per ricaricarsi di quella energia utile ad affrontare tutto il resto. Allora cosa c’è di meglio che coccolarsi con una bevanda il cui nome ci farebbe storcere il naso ai più giovani ma il cui sapore ci fa innamorare subito della sua bontà e del suo gusto raffinato?

Insomma cosa c’è di meglio di un amaro alle erbe aromatiche?

 Di meglio non c’è nulla, in particolar modo se la bevanda in questione viene servita nel modo coretto!

Servire un amaro curato nei dettagli è un aspetto da non sottovalutare e che può davvero fare la differenza. Infatti, oltre allo stomaco che ne sfrutta in pieno le proprietà digestive, anche l’occhio vuole la sua parte e, al di là del gusto personale che riguarda il contenuto, la bevanda andrebbe sempre servita nel bicchiere di vetro a forma cilindrica, noto come “tumbler”, cioè quel bicchiere largo e senza stelo, che ne consente una migliore degustazione. Aggiungendo qualche cubetto di ghiaccio, oppure allestendo il bicchiere con qualche rametto di erbe aromatiche, preferibilmente le stesse contenute tra gli ingredienti dell’infuso, creeremo l’immagine piacevole di un momento di relax in cui le caratteristiche organolettiche sono sostenute da quelle visive.

Esistono diverse varianti nel consumo degli amari, alcuni prevedono che la bevanda sia allungata con:

@ acqua tonica,

@ginger,

@succhi di frutta,

@frutta in pezzi,

@menta in foglie,

@frutti di bosco.

Per amari da servire con cubetti di ghiaccio è consigliabile l’uso di calici con stelo, in modo da evitare che il calore della mano acceleri lo scioglimento del ghiaccio “annacquando” la bevanda.

Da soli o in compagnia la degustazione dell’amaro è un momento che può diventare un vero e proprio rituale di piacere da ripetere, mi raccomando, con le opportune precauzioni!

Più Amaro di cosi

Noto anche come ammazzacaffè, l’usanza di sorseggiare un bicchierino di liquore, risale a moltissimi anni fa quando, gli uomini appartenenti alle classi aristocratiche dopo un lauto banchetto, erano soliti spostarsi dalla sala da pranzo al salotto per
parlare di affari fumando sigari e gustando il bicchierino di alcolico atto ad azzerare
il miscuglio di sapori delle varie portate e a favorire la digestione.
Ma è proprio vero che l’amaro è in grado di migliorare il processo digestivo?
La verità sta nel mezzo!


Dopo aver bevuto l’amaro si nota in realtà un incremento della salivazione dovuto
alla stimolazione delle papille gustative che, in effetti, dà la sensazione di una
digestione già avviata. In realtà il tasso alcolico degli amari, che generalmente è del
30-35%, provoca l’irritazione delle pareti dello stomaco rallentando così lo
svuotamento gastrico.
Dunque, se da un lato le erbe come liquirizia, finocchietto e foglie di alloro


stimolano la produzione di succhi gastrici dall’altro, l’alto tasso di etanolo provoca
l’annullamento degli effetti digestivi. La migliore indicazione per non rinunciare al
gusto di un ottimo amaro e allo stesso tempo favorire il processo digestivo è quella
di abbassare leggermente la gradazione alcolica della bevanda.


Come?
O bevendo direttamente l’amaro Rupes che ha una gradazione del 28%, oppure
aggiungendo qualche cubetto di ghiaccio o qualche goccia di acqua frizzante… che
poi si sa, le bollicine… rendono tutto più piacevole!

Un amaro dal cuore tenero

Che sia a temperatura ambiente o refrigerato con cubetti di ghiaccio, l’amaro resta una buona scusa per interessanti incontri di lavoro e non solo. A casa, al bar o come “ammazzacaffè” dopo un lauto pranzo al ristorante, la bevanda alcolica alle erbe rientra a
far parte di quella categoria di buoni pretesti per poter dare luogo ad un breve momento di meritato svago.


Ma quali sono gli ingredienti di un amaro e qual è il miglior modo per servirlo?
Tra i vari ingredienti di un liquore alle erbe, fondamentali sono appunto “le erbe” che, tramite un processo di estrazione in soluzione alcolica, possono essere miscelate insieme alle altre componenti (acqua, alcole, zucchero, fragranze naturali), in modo da equilibrare
tutti gli aromi.

Finocchietto selvatico, foglie di alloro, liquirizia calabrese sono solo alcuni degli elementi che andranno a creare un amaro dal sapore inconfondibile e dal gusto deciso. In particolare, è nostra tradizione utilizzare un’eccellenza di Calabria: la liquirizia.
Appartenente alla famiglia della Leguminosae, la liquirizia, nota scientificamente come Glycyrrhiza Glabra, è presente in natura sotto forma pianta sempreverde dalle radici marroncine che, lavorate da sapienti mani artigianali, rilascia un estratto liquido dal sapore dolce e dal gusto unico e raffinato.  

Solo l’esperienza e la tradizione fanno si che, il cuore di liquirizia pura, venga miscelato ad arte con gli altri ingredienti che andranno a comporre una bevanda unica nel suo genere. Consumato generalmente dopo pranzo, per favorire il processo digestivo, l’amaro va servito ad una temperatura tra i 12 e i 17° oppure per chi lo preferisce, con due o tre cubetti di ghiaccio. Sarebbe inoltre opportuno abbellire il
bicchiere con dei rametti o delle foglie purché siano in linea con il gusto dell’amaro richiesto.
Insomma da soli o in compagnia, freddo o ghiacciato l’amaro resta un’ottima occasione per fare una breve pausa e gustare un prodotto, ovviamente nelle giuste quantità, al gusto
forte e raffinato.